E’ stato ancora una volta un weekend entusiasmante quello scorso, con la 5a edizione della Granfondo Internazionale Marco Pantani, gara di Coppa Lombardia, con partenza e arrivo all’Aprica. 2.846 gli iscritti, che sin dal venerdi si sono presentati nella cittadina valtellinese per prendere parte ad un evento ricco di momenti di grande fasciono per tutti gli appassionati ciclisti e non.
Il venerdi e il sabato: il pre-gara
Il via alla tre giorni di manifestazione è stato dato il venerdi mattina, con l’apertura della zona di ritiro pacchi gara e distribuzione dei pettorali. Come sempre è stato l’accogliente Centro Direzionale dell’APT a fare da Quartier Generale dell’ormai esperto e preparto staff di Vittorio Mevio e del GS Alpi, che ha svolto un importante e aggiuntivo servizio di assistenza relativa ai pernottamenti e alle necessità dei tanti atleti e delle loro famiglie giunte in Aprica, anche con l’aiuto di una interprete per facilitare le richieste dei tanti partecipanti stranieri.
In poche ore il Villaggio Expo si è animato, con la presenza di numerose aziende del settore, attratte dall’evento per pubblicizzare e presentare i loro prodotti, con il vulcanico speaker Silvio Mevio ad intrattenere e salutare il pubblico.
Il sabato ha visto sin dalla mattina una folta presenza di pubblico che già dalle prime ora ha stazionato nel villaggio Expo alla ricerca di qualche gadget e curiosità legate all’evento o impegnati per l’occasione nelle interviste della troupe di Bike Show Tv, presente all’Aprica per realizzare una puntata speciale della propria trasmissione, interamente dedicata alla Pantani.
A partire dal pomeriggio, sono iniziati poi i momenti studiati per celebrare il “quinquennale” dell’evento. L’esibizione di danza della scuola della Polisportiva Aprica e l’esibizione della banda locale, hanno preceduto la premiazione dei “Senatori”, ovvero di coloro che hanno registrato l’en-plain di partecipazioni alla Pantani. Più di 200 atleti, di ogni provenienza ed età hanno ricevuto sul palco delle premiazioni la medaglietta d’oro appositamente creata per l’occasione, raffigurante l’effige del Pirata con il numero cinque.
Dal punto di vista tecnico, ancora una volta, Vittorio Mevio ha voluto presentare nel migliore dei modi tutte le informazioni legate alla gara della domenica, nel briefing tecnico (anch’esso con traduzione per gli stranieri), con la presenza del Direttore di Corsa, dei giudici e di tutto il personale a supporto dell’evento coinvolto.
Chiusura di giornata (ma solo per gli ospiti…) con l’aperitivo di benvenuto. Lo staff del GS Alpi, ha visto invece chiudersi il proprio lavoro quando ormai stava per iniziare quella successiva… lavorando fino a tarda notte per preparare in modo ineccepibile la zona di partenza con il posizionamento strategico delle transenne, il materiale per i numerosi ristori sul percorso e la logistica generale.
La domenica: la gara
Già alle ore 6.00, numerosi atleti stazionavano nella zona transennata, in attesa dell’apertura delle griglie. Di li a breve, il lungo viale di partenza, si è velocemente “popolato”, creando un lungo serpentone di atleti, tutti quanti vestiti della maglia celebrativa bianca, rivisitazione della maglia Carrera indossata dal Pirata nel 1994. La pioggia caduta nei giorni precedenti e le basse temperature, spauracchio di tutti i partecipanti, lasciano il posto ad un’alba stupenda, con un cielo azzurro che fa presagire una giornata comunque calda e accogliente anche nei passaggi in altura. Ancora una volta quindi, anche i più scettici hanno avuto conferma delle buone previsioni meteo dettate dal “colonnello Mevio”!
Le procedure di partenza sono avvenute con grande ordine e regolarità, grazie anche al sistema di entrata in griglia e ad un presidio eccellente da parte dello comitato organizzatore. Il tutto accompagnato dalla presentazione del mitico Alessandro Brambilla, con le proprie note tecniche e statistiche.
Il via ufficiale viene dato alle ore 7.00, alla presenza di mamma Tonina Pantani e di papà Paolo, come sempre presenti all’evento e del sindaco Carla Cioccarelli. Partenza sotto un cielo di maxi coriandoli bianchi sparati in aria dal kabuki, con una scenografia davvero emozionante.
Tre i percorsi: il rinnovato (e molto apprezzato) percorso Fondo di 89 chilometri, con la scalata del Mortirolo da Monno e il successivo Santa Cristina, il percorso Mediofondo di 152 chilometri e il percorso Granfondo di 172 chilometri.
Fino ad Edolo, il lungo serpentone di atleti si è mosso ad andatura controllata per prevenire il più possibile cadute dovute ad andature sostenute di improvvisati discesisti in cerca di risalire posizioni.
Una volta dato il via, prende subito vita la prima fuga di giornata, che in diversi momenti, forma poi il primo gruppo di 4 atleti: Corsello e Patuelli (Team Garmin Salieri), Michele Rezzani (Gianluca Faenza) e Tiziano Bardi (Team Kuota Carimate). Il quartetto procede a buona andatura fino alle prime rampe del Gavia, dove viene raggiunto dai primi inseguitori, con la creazione di un primo gruppo di undici elementi.
La Granfondo Pantani è parte di vari circuiti. Tra questi la Coppa Lombardia. Per questo motivo, appena la strada inizia a salire, si inizia a vivere un “corsa nella corsa”, dove si registrano i primi attacchi ai leaders di categoria e soprattutto una grande lotta per la conquista delle maglie gialla e rosa di leader di classifica generale. A tal proposito, sono Casartelli e Yaisli a guadagnare terreno sulla maglia gialla Natali, in difficoltà sulle prime rampe. Per la maglia rosa, ancora una volta si inizia ad assistere ad una gara “gemella” tra Giussani e Zampatti che dopo 5 gare, sono separati da soli venti secondi in graduatoria.
Nel frattempo, i partecipanti al percorso Fondo, giungo alla deviazione di Monno, iniziando la prima salita del Mortirolo da questo versante.
Per gli altri, la lunga ascesa del Gavia, giunge agli undici chilometri più impegnativi, con una pendenza media dell’8% e punte del 14%. Il tutto in uno scenario meraviglioso, con le strade completamente ripulite e messe in sicurezza dopo le forti precipitazioni invernali e con un meraviglioso cielo azzurro a fare da cornice. Scollinamento dei primi tutti insieme, seguiti a poca distanza da un secondo gruppo inseguitore. Da questo momento iniziano i passaggi in cima di tutti gli atleti in gara sul percorso Medio e sul percorso Granfondo.
E’ nella successiva discesa, verso Bormio che la gara registra la svolta che andrà poi a caratterizzarne il risultato. Sono ancora una volta Negrini (uno dei “senatori”) e Corsello del Team Garmin Salieri ad attaccare fin dai primi tornanti. I due, con una grande e spericolata azione prendono il largo sui compagni di fuga, presentandosi sul falsopiano che precede il Mortirolo con 6 minuti di vantaggio! Dietro si registra il recupero di un ritrovato Natali maglia gialla e di altri atleti che si ricompattano in discesa, creando un gruppo piuttosto folto. Giusto il tempo per rifocillarsi e per recuperare e si giunge a Mazzo, dove inizia la temutissima ascesa del mitico Mortirolo. Negrini e Corsello proseguono la loro andatura, consolidando il vantaggio accumulato, mentre le dure rampe con punte del 18% sfaldano il gruppo inseguitore che vede ogni singolo atleta procedere del proprio passo cercando di giungere in cima con il minor tempo possibile senza però rischiare di “saltare”.
E’ questa salita conosciuta ormai in tutto il mondo, “odio e amore” di ogni ciclista a dare un fascino straordinario alla Granfondo Pantani. Lungo i tornanti, il foto pubblico (giunto anche con l’ausilio delle apposite navette messe a disponsizione dal C.O.) accompagna con i propri incitamenti il lento salire degli atleti: se i più forti e preparati granfondisti affrontano la salita con velocità intorno ai 7/8 km/h, dietro sono in molti a scendere e procedere a piedi, malgrado una dotazione “speciale” di rapporti montati per l’occasione (anche 34×32!).
Da segnalare, l’importante lavoro svolto compiuto dal C.O. e dai sempre numerosi e preziosi volontari della comunità locale, con un numero di ristori aumentato rispetto al passato lungo l’ascesa, cosi come sulle altre parti del percorso. Sono stati molti i partecipanti che alla fine hanno sostenuto di poter affrontare questa gara anche privi di borraccia, visto il costante e strategico posizionamento dei ristori operato da Vittorio Mevio.
Mentre i primi dei percorsi Medio e Granfondo salgono sul Mortirolo, il percorso Fondo si chiude, con la vittoria solitaria di Antonio Camozzi (Team Pianeta Bici) seguito da Stefano Berto e da Davide Panzeri.
Dopo la veloce e tecnica discesa verso Aprica, il duo di testa si divide: Beppe Corsello corona la sua fuga giungendo al traguardo a braccia alzate, conquistando la sua terza vittoria nella classica valtellinese. Negrini invece procede solitario con un margine inalterato sugli inseguitori verso l’ascesa del Santa Cristina. Dietro a Corsello, completa il dominio Garmin Salieri Maurizio Frigo, che regola in volata Marco Spada (Mobili Ginestri). Per la lotta alla maglia rosa di Coppa Lombardia, dopo aver percorso tutta la gara fianco a fianco, Niki Giussani (Team Kuota Carimate), precede di una manciata di secondi Simone Zampatti, dopo che quest’ultimo aveva operato un attacco nella discesa del Mortirolo. I due si giocheranno la vittoria finale del challenge nell’ultima gara di settembre.
Dopo 5 ore e 45 minuti e una cavalacata solitaria sul Santa Cristina con un conseguente aumento del proprio vantaggio, il “senatore” Emanuele Negrini vince la Granfondo Marco Pantani. Dietro, dopo una bagarre continua, si assiste ad un brillante secondo posto del giovanissimo Matthias Schwitzer (Team Fink) che precede un tenace Andrea Natali. Quest’ultimo, dopo un avvio di gara difficile, ha saputo reagire con forza, mantenendo e consolidando ulteriormente la propria maglia gialla di Coppa Lombardia.
Per quanto concerne la gara delle numerosissime donne presenti (malgrado i percorsi impegnativi), una straordinaria Anna Corona (Cinelli Glass’n Go), ha saputo far valere le sue grandi doti di resistenza, vincendo la Granfondo con mezz’ora di vantaggio su Francesca Bertelli (Pedale Bagnolese). Terzo posto per Ylenia Polti (Mt Bike). Nella Mediofondo, ancora una vittoria per Roberta Moschen (Team Assos) davanti al duo Cinelli Leonetti e Palombo.
Nel percorso Fondo Noemi Gobber (Cube Cycling Performance) vince davanti a Daniela Zotti (Polisportiva Trenzanese) e Miriam Briotti (Asd Postalesio).
La giornata agonistica si chiude con l’arrivo degli ultimi due “soddisfattissimi” concorrenti classificati dopo 10 ore e 49 minuti. Complimenti anche a loro per la grande prestazione!
Le Veloci premiazioni chiudono la giornata agonistica, non prima di una degna chiusura: la consegna del Trofeo della Memoria. Alle varie celebrazioni per il quinquennale della manifestazione, si è infatti aggiunta anche l’opera che il famoso artista Cornelio Perini, autore di moltissimi caschi personalizzati utilizzati dal Pirata, ha realizzato per l’occasione: un casco disegnato con l’aerografo a mano libera, con un basamento in marmo di serpentino, pietra tipica della Valtellina. E’ Valerio Negri, il fortunato estratto a sorte che potrà ricordare per sempre l’edizione del quinquennale della Granfondo Marco Pantani, con questa emozionante memorabilia.
Al termine del faticoso ma entusiasmante weekend, Vittorio Mevio dichiara: “Un grazie sincero ai 2846 eroi iscritti all’edizione 2009 e un arrivederci a tutti al 27 giugno 2010. Mettete sin d’ora un cerchio rosso sul calendario!”
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